Crazy Heart, …un malinconico cantante Country


La strada sconfinata, il deserto e una lingua d’asfalto che sembra non portare a niente. Una porta che cigola, la polvere, una musica antica. Per noi Europei il Country, o Country Music, non è altro che un insieme di simboli da collegare al Far West o ai Cowboy, agli stivali e ai cappelli degli sceriffi Texani. In America però, la tradizione Country è molto forte, tanto seguita da riuscire a riempire palazzetti dello sport in quasi tutto il paese durante festival e manifestazioni. Molti sono gli artisti noti che macinano chilometri e chilometri per esibirsi in bettole o pub frequentati da appassionati che amano ascoltare le rassicuranti e malinconiche melodie Country.

Soprattutto nei paesi del sud, dove il Country ha raggiunto la sua maturità, incanalando tutte le tendenze musicali popolari locali come i Duos (gruppi formati da fratelli capaci di suggestivi intrecci vocali), la musica per banjo e violino e il filone creato dagli immigrati anglo-irlandesi. In Crazy Heart, Jeff Bridges (Il grande Lebowski) interpreta Bad Blake, cantante country che vive un momento discendente della propria carriera, costretto a dover girare il paese e ad esibirsi in locali piccoli e con musicisti e band improvvisate. Blake ha commesso degli errori nella propria vita, fuma e beve troppo, vive le sue ore nell’assoluta mancanza di controllo e nella sregolatezza.

Scott Cooper, grazie ad una regia molto ben bilanciata e controllata, traspone degnamente su pellicola l’omonimo romanzo di Thomas Cobb. Blake è un grande musicista Country, ma un uomo distrutto dai suoi demoni. Difficili sono i suoi rapporti interpersonali, vedi i dissapori con il suo manager o con Tommy Sweet (Colin Farrell), stella del country moderno, che deve il suo successo proprio a Blake di cui fu allievo. Sarà l’incontro con la giovane e affascinante giornalista Jean Craddock (Maggie Gyllenhaal) a fargli venir voglia di mettere ordine nella sua vita.

E’ la malinconia a muovere Blake. La malinconia che traspare nella sua musica e nella sua voce calda (è lo stesso Bridges a cantare tutte le canzoni), la malinconia che si respira nelle stanze d’albergo in cui dorme, o nei locali dove chi lo ascolta dondola leggermente il capo davanti ad una birra, nelle cabine telefoniche ai margini di una strada che si snoda nel “deserto” e nei suoi passi strascicati nella polvere. Nelle donne non più giovani che cercano di sedurlo e nelle anziane coppie che gli richiedono brani e dediche prima di un’esibizione.

La malinconia delle leggendarie tematiche trattate nella musica Country: l’unicità del proprio paese, l’amore per la propria terra, il ricordo dell’incontro con la donna amata, le storie e le avventure di chi parte per cercare fortuna e di chi tenta in tutti i modi di ritornare. Storie che sono alla base della cultura americana e non a caso, più di qualche critico, ha parlato del valore “letterario” di questo genere che trae materia pulsante nell’anima degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti non dei grattacieli o delle strade super affollate, emblema della cultura occidentale, ma del nulla polveroso e della libertà che si respira tra una città e l’altra. 

Un genere che parla direttamente al cuore dell’America.

Non a caso, una delle più famose canzoni di Woody Guthrie, This Land is your land, è stata cantata alla cerimonia d’insediamento di Barack Obama alla casa bianca, cantata da Bruce Springsteen (uno dei musicisti e cantautori americani che più ha scavato nella tradizione Country per dargli nuova forma) e da Peete Seeger, vera leggenda del banjo. 

Crazy Heart ha vinto due Golden Globe, per il miglior attore e per la miglior canzone originale (The weary Kind). Stessa sorte è toccata alla notte degli Oscar, dove ha vinto nelle stesse categorie. 

Il film è veramente ben fatto ed equilibrato ma la sua importanza, e credo che sia ciò che più è piaciuto ai critici statunitensi, è l’aver raccontato una storia puramente americana: la ricerca della serenità di un’anima che sembra destinata alla dannazione.


IL TRAILER IN ITALIANO DI CRAZY HART:

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