La Monta Western e il Cavallo Americano


Per monta western si intende una disciplina di equitazione che trova origine negli Stati Uniti d’America dai cowboy nel lavoro nei ranch:  dalla marchiatura dei capi di bestiame alla conduzione del bestiame nelle zone di pascolo. La naturale conseguenza del binomio cavallo-cavaliere che per esigenza lavorativa doveva basarsi sul rispetto reciproco e fiducia, è il risultato di anni di selezione (del cavallo) ed un miglioramento della’ richiesta’al cavallo dei comandi.
Il cowboy dovendo trascorrere dalle 8 alle 12 ore in sella, aveva la necessità di avere un’ assetto comodo e stabile (saltare, correre dietro ai vitelli, scendere in corsa etc..)  da qui l’evoluzione della sella western , paletta molto larga e imbottita, fender larghi e morbidi, staffili lunghi e staffe larghe e profonde. Tenendo conto che utilizzando il rope ( lazo ) per prendere i vitelli nasceva la necessità di arrestarli ( un vitello pesa circa 150  KG prova a fermarlo….! ), la sella si muniva anche di un arcione alto e largo ed un pomo basso e largo all’inizio realizzato in legno, successivamente in ferro e attualmente in acciaio. Ovviamente per avere una tranquillità di movimento anche nell’ andatura venne selezionato un cavallo che avesse un trotto orizzontale e non verticale e un galoppo molto fluido e regolare.  La selezione all’inizio partì da cavalli autoctoni “ mustang “ e cavalli europei (spagnoli, italiani, del nord Europa relativamente alle colonizzazioni ) fino ad arrivare alla prima linea di sangue chiamata “quarter horse”. La versatilità  di questa razza si dimostra perfettamente nell’ esempio del fantastico Rugged Lark addestrato e  montato da Lynn Palm, che  si esibì, in tutte le discipline di monta western, nonché nel salto ostacoli e nel dressage, con ottimi risultati.
Tutte doti che a quel tempo erano di rigore per un compagno di vita : sempre attento al comando del cavaliere vivace e  giocherellone. Anche in grosse linea va fatta una precisazione: il quarter prende il nome dal “quarto di miglio” cioè la corsa cronometrata sulla lunghezza di ¼ Milles. Si tratta infatti del cavallo più veloce al mondo su un percorso corto grazie alle sue caratteristiche morfologiche che lo rendono completamente diverso anche nell’ossatura rispetto alle altre razze. Ma i veri cavalli dei cowboy , quelli che lavorano,” intendo “ e non ,quelli che fanno sport, sono ben diversi da quelli da reining …..hanno un aspetto notevolmente più imponente e della prestazioni in condizioni difficili davvero  imbattibili ( permettetemi il paragone: la differenza che c’è tra un boscaiolo e uno sportivo mai uscito dalla palestra..!!)
Una breve descrizione del Quarter horses per antonomasia…. la fronte larga e con occhi espressivi; le orecchie piccole e mobili; le mandibole molto sviluppate; tutto questo in una testa piccola. L’incollatura arcuata e possente, non sproporzionata; il garrese di media 1,45 m;  il petto largo e scolpito, dorso breve dritto e ben sviluppato; il posteriore muscoloso e il più delle volte doppio; attaccatura della coda bassa; spalla inclinata a 45 gradi rispetto al terreno  e abbastanza lunga; gli arti robusti con articolazioni larghe e asciutte e gli stinchi e i tendini   ben asciutti e staccati; pastorali di lunghezza media e  piedi piccoli ma ben conformati e forti.
I cow-boy dicono che ha “good mind” tradotto, intelligenza mista a disponibilità verso l’addestramento e apprendimento, buon carattere, costanza e affidabilità.
Una differenziazione in base al colore del mantello:
Baio: mantello marrone, rossiccio e criniera e coda neri.
Morello: Completamente nero.
Sauro:colore del mantello rossiccio o rosso ramato, coda e criniera solitamente dello stesso colore, talvolta bionda.
Roano rossa: mantello misto, più o meno uniforme di peli bianchi e rossi, solitamente più scuri sulla testa che sulle zampe; può avere coda e criniera nera, rossa o bionda
Palomino: mantello color ocra dorato con crini tendenti al bianco argenteo , oppure mantello dorato con la criniera e la coda bianchi. Riconosciuto solo in seguito da  un’eredità genetica dal cavallo spagnolo. Il nome Palomino deriva  dal cavaliere spagnolo Don Juan de Palomino .

 Il quarter horse è sempre stato molto  versatile: dal lavoro di mandriano, a innumerevoli discipline western : attacchi, salto, e galoppo su brevi distanze. Perfetto per la scuola di base e avanzata fino alle gare, impiegato nell’ ippoterapia e da sogno nelle rilassanti passeggiate . Cavallo a sangue molto caldo ( come dico sempre io)  è docile e intelligente. Utilizzato dai trainer, è formidabile nelle attività che richiedono “cow sense” (istinto naturale della mandria) . Alcune specialità sportive in cui viene usata questa razza sono reining, western pleasure, barrel, ranch sorting, team penning, tim roping, cutting , ecc……
La sede di questa razza, il cui acronimo e AQHA (American Quarter Horse Association) è ad Amarillo in Texas, in questi uffici ci sono i documenti degli esemplari di tutto il mondo. Il registro è diviso in due sezioni:
1 registrazioni di cavalli figli di due quarter horses
2 registrazioni di cavalli figli di un quarter e di un purosangue inglese ultimi esemplari, essendo a tutti gli effetti quarter, sono denominati Appendix (o Quarter Racer) selezionati per corse
( famosissime quelle del Kentucky ) e gare di monta inglese.
Suo “ fratello diretto ” è il Paint Horse stesse caratteristiche del Quarter Horse. La sua statura varia da 150 a 165 cm, il peso intorno a 500 kg. Questi cavalli sono conosciuti soprattutto per la loro indole tranquilla e affidabile, ma anche vivace, forte e indipendente. Non è scontroso, è calmo ed adatto al trotto. Il suo particolare manto è molto pregiato ai concorsi di dressage. A seconda del mantello può essere tobiano e overo, e con un incrocio di questi tovero. Il Paint veniva in passato utilizzato principalmente come cavallo da lavoro, a dimostrazione del fatto che anche attualmente viene sellato abbastanza diffusamente con sella western. Un esemplare che all’ origine fu allevato e selezionato dai Nativi americani, che lo ritenevano dotato addirittura di poteri magici, derivati dal suo particolare manto pezzato e importanti soprattutto per difendere il cavaliere in battaglia quasi come una sorta di scudo.

Altro fratello, l’Appaloosa è una razza questa volta con il suo tipico mantello a chiazze originaria del Nord America.  Tipo: mesomorfo. Altezza al garrese: 1,45-1,63 m. Peso: 400-500 kg. Mantello: tutti più coperta, marezzato, fiocco di neve, brina e leopard. Questo cavallo ha cacciato il bisonte con i nativi americani. Il suo nome deriva dal fiume Palouse che delimitava i territori dei loro primi allevatori  Le prime testimonianze di cavalli dal manto maculato sono antichissime. Nelle grotte di Lascaux e Perche-Merle in Francia sono rinvenute delle pitture rupestri che raffigurano cavalli macchiati risalenti a circa 18000 anni a.C. . Gli studiosi ipotizzano che questi potessero essere gli antenati dell’appaloosa. Il moderno appaloosa,  grazie al miglioramento con il Purosangue inglese e Quarter Horse,  ha ora un aspetto meno rustico, anzi,  ad eccezione del mantello, il modello è pressoché identico al Quarter Horse. Le tre importanti particolarità degli appaloosa sono la sclera bianca come gli uomini (mentre la maggior parte delle altre razze equine hanno la sclera nera), gli zoccoli striati verticalmente, la pelle screziata in particolare sul naso e vicino ai genitali. Inoltre i crini della coda e della criniera sono scarsi e poco sviluppati. La lunghezza dell’incollatura è proporzionata al corpo, il garrese definito e la spalla leggermente inclinata. Il corpo profondo con costole larghe e zampe robuste. Gli zoccoli sono particolarmente elastici. Nell’insieme è un cavallo adatto alla monta da lavoro
– di Alessandro Pistilli –

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