Riposo forzato per Keith Urban


Keith Urban, 44 anni (nella foto Wade Payne / AP), appena ripresosi dalle fatiche del suo tour estivo “Get Closer” che lo aveva portato a girare Usa e Canada, si vede ora costetto a riposare per forza: si dovrà infatti sottoporre entro la fine di novembre ad una operazione chirurgica per la rimozione di un polipo che si è sviluppato sulle sue corde vocali. Lo ha annunciato alla fine della scorsa settimana Paul Freundlich, il suo agente.

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L’operazione, una procedura non invasiva da svolgersi ambulatorialmente, benché di lieve entità, necessiterà un completo riposo della voce seguìto da un periodo indeterminato di recupero che comporterà la posticipazione tra gli altri di un concerto di beneficenza presso la Country Music Hall of Fame che Urban aveva già programmato per il 14 gennaio del prossimo anno, “All For The Hall”, nonché di tutti gli impegni che richiederebbero un impegno prolungato della sua voce. Il suo staff medico gli ha proibito la partecipazione a qualsiasi evento in cui egli sia chiamato ad esibirsi per la durata superiore ad una canzone; tutti gli impegni pre-esistenti in cui l’esibizione rimanga entro questo limite sono stati confermati. E’ salva perciò la sua esibizione di dopodomani alla serata dei CMA Awards, dove è previsto un suo tributo al veterano Glen Campbell cantato insieme a Vince Gill e Brad Paisley. Tutte le altre apparizioni saranno rimandate invece a partire da febbraio 2012. Viene da domandarsi se oggi alcuni artisti (non solo country: hanno recentemente avuto simili problemi sia Adele che Rihanna che John Mayer) non spingano un pò troppo sul pedale del numero di esibizioni nell’ambito dei loro tour; se è vero che esso ovviamente determina uno stress vocale non indifferente rimane il fatto che quel numero oggi rappresenta un dato importantissimo poiché la parte più consistente dei guadagni della loro attività dipende dalle esibizioni dal vivo (si guadagna molto di più girando e cantando che vendendo dischi). Non dimentichiamo poi che uscire e cantare per un’ora e mezza su di un palco è solo la parte finale di una preparazione che, certo per loro ben remunerata, costa comunque fatica e preparazione. In ogni caso, auguri di pronta guarigione a Keith da CountryEventsMilano.

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